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DA UNO SCRITTO DI PADRE
A. BLASUCCI:
La santità è un punto di
arrivo della grazia e della volontà dell'uomo sotto l'azione della
grazia. Il terreno in cui si instaura non è condizionante, in via
normale.
Abile o non abile, la storia dei Santi ci porta a scoprire come
Dio sia capace di scrivere diritto anche su linee storte.
È il caso tipico di San Giuseppe da Copertino!
Non aveva ereditato qualità eccellenti, sia sul piano fisico che
intellettuale. Agli occhi degli uomini appariva un "mediocre"
di natura scontroso e ribelle. Si direbbe quasi un candidato alla
delinquenza. Ma quel discolo di fanciullo diverrà uno dei Santi più
noti della Chiesa. Farà parlare di sé per i prodigi della Grazia e
l'eminenza della Virtù; Un modello, in fondo, incoraggiante, per
chi si affaccia alla vita, anche di fronte alla povertà di doti di
natura.
Si può diventare Santi e grandi Santi, purché lo si voglia! È un
problema di Grazia, ma anche di volontà e di corrispondenza alla
Grazia.
Dire di sì a Dio, è offrirsi a divenire uno dei capolavori che Dio
sa operare anche dai rottami.
Tutto questo è vero, ma non bisogna, dall'altra parte, esagerare le
tinte con una presentazione pessimistica del terreno umano, quando
invece la storia dice ben altro.
Giuseppe da Copertino non fu, è vero, un fiore di umanità per
natura, ma nemmeno uno sgorbio, come certi quadri psicanalitici, di
recente, l'hanno voluto dipingere.
Aveva i suoi limiti, ma anche un fondo retto e tenace, capace di
reagire, una intelligenza aperta al divino.
La storia ce lo presenta come un vero capolavoro della Grazia, un
Santo non comune, un favorito di doni straordinari, con abbondanza
eccezionale.
Per la frequenza di uno di questi doni, la levitazione (estasi
corporale ascendente), è detto per antonomasia il "Santo dei
Voli". Ma per episodi particolari della sua attività di studio,
essendo andato avanti in modo prodigioso, è anche detto: "Il
Santo Patrono degli Studenti... e di tutti gli Esaminandi in
genere...".
San Giuseppe da Copertino ha un suo messaggio, un po' per tutti,
e parla anche oggi con la sua santità e i suoi nterventi dal Cielo
(gli Esaminandi che a lui si sono rivolti con fede, ne sanno
qualcosa!).
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LE ESTASI E I VOLI:
San Giuseppe da
Copertino era una persona umilissima, conscia del proprio nulla, ma
nonostante ciò il Signore esaltava continuamente il suo umile e
amato servo, dotandolo di doni straordinari; in particolare di uno,
che lo renderà noto nel mondo come "il Santo dei Voli".
Il fenomeno si verificava specialmente durante la celebrazione
della Santa Messa e la recita del Breviario, ma di per sé non aveva
tempi o luoghi determinati. Proprio per questo, molti di tali
episodi di levitazione rimasero sconosciuti.
Fu Giuseppe stesso a confidare ad un amico che: "Quando andava
per quelle campagne intorno alla Madonna della Grottella, dov'erano
oliveti, pigliando diverse materie dalle cose per meditare, era alle
volte rapito fino alla cima degli alberi".
Tali fenomeni, erano generalmente preceduti da un grido, mentre
con rapidità sorprendente egli "volava" verso il luogo di
attrazione. Il risveglio soleva avvenire o per obbedienza o per
cessazione del fenomeno, che in lui si verificava con continuità e
varietà di manifestazioni.
Riportiamo qualche esempio di tali fenomeni. A Copertino, mentre nel
monastero delle Clarisse era presente alla vestizione di alcune
aspiranti, all'udire il canto del "Veni Creator Spiritus", fu visto
avvicinarsi al predicatore, prenderlo per un braccio e sollevarlo
con sé fino alla sommità del soffito, fissando l'Ostia esposta, da
cui irraggiava "splendore di luci e di veli".
In un'altra occasione il Santo fu sorpreso sopra un "arbore
d'olive", come "circonfuso di mistero". Invitato all'obbedienza a
tornare a
terra, se lo videro a terra in un istante, come se tra le due
positure non fosse intercorso spazio di tempo.
Ancora in un'altra circostanza, mentre passeggiava all'aperto, in
una serata di stelle, insieme al sacerdote don Antonio Chiariello,
questi sospirò: "Oh, che bello cielo ha fatto Dio". Ma Giuseppe con
un grido in un attimo era su un ramo, in posizione genuflessa,
mentre il ramo dondolava come al peso di un uccello. L'estasi cessò
da sé, dopo mezz'ora di contemplazione, ma fu necessaria una scala
per farlo scendere.
Durante la sua permanenza ad Assisi è rimasta celebre un'estasi: il
principe luterano Giovanni Federico di Sassonia, convertitosi al
cristianesimo, era presente alla Messa di Giuseppe. All'alzare
dell'Ostia, dopo la consacrazione, il Santo si sollevò da terrà con
tutto il corpo, all'altezza di un palmo, mentre nell'Ostia si vedeva
chiarissima una croce nera. Il principe commosso, pianse insieme ai
presenti.
Tali fenomeni lo accompagnarono, salvo rare parentesi, fino
all'estremo della sua vita. Essi si manifestavano senza essere
provocati dal Santo: erano legati a una altissima concentrazione
interiore, che lo facevano apparire in una sovrumana calma
maiestatica, spirante bellezza e nobiltà di aspetto, tanto da
suscitare ammirazione ed edificazione presso i presenti.

San Giuseppe da Copertino
prega con noi e per noi!
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