Padre Cipriano esiste un'associazione internazionale esorcisti o almeno
un'associazione Italiana?
-Esiste un'associazione internazionale che comprende anche esorcisti italiani
che costituiscono la maggior parte, mentre gli esorcisti esteri sono molto
pochi. Questo fa già capire che la pastorale esorcistica non è molto curata
all'estero, in Italia ci arrangiamo meglio.
Ho letto che ci sono addirittura delle nazioni nelle quali non ci sono
esorcisti. Le risulta questo? In una rivista è riferito che ci sono delle
nazioni prive d'esorcisti, come la Germania, la Svizzera, l'Austria, la Spagna
e il Portogallo. Le risulta?
-Si, almeno nei nostri convegni da queste nazioni non ne vengono mai e questo
fa pensare che non ve ne siano. Da altre informazioni risulterebbe che in
queste nazioni e nella stessa America, così grande, ci
sono solo uno o due preti esorcisti.
Perché è nata questa associazione internazionale esorcisti?
-Ci siamo dati una specie d'ordine interno: stabilire chi dovesse dare delle
direttive, chi dovesse seguirle, come seguirle, che tipo di direttive usare,
ecc. Fare in modo che tutti gli esorcisti seguano la stessa prassi.
Quali sono le finalità e le caratteristiche? Quali incontri organizza
questa associazione internazionale?
-Si
tratta d'incontri annuali: un anno sono a livello nazionale, l'anno dopo a
livello internazionale. Il tema dell'incontro è darci un ordine per quanto
riguarda il modo con cui si svolgono gli esorcismi, istruirci ancora meglio
sulla realtà degli esorcismi: esorcismi nella storia, esorcismi secondo il
Vangelo, ecc. Gli incontri hanno lo scopo d'aggiornamento ma anche di
coordinamento. Più di una volta ho insistito per un tipo di scuola, un corso
per esorcisti, perché imparare la storia degli esorcismi (nella Chiesa
ortodossa, tra i protestanti, nella Chiesa Cattolica) è una bella cosa, però
chi viene nominato dal Vescovo esorcista deve sapere cosa deve fare oggi, deve
avere in mano, uno strumento facile ed efficace da usare oggi.
Padre Cipriano Lei è esorcista da 48 anni?
-Si quasi 50 !
La pratica esorcistica deve entrare nell'ordinaria programmazione
pastorale?
-La cura dei disturbati dal maligno, dei cosiddetti "ossessi" deve diventare
una prassi pastorale. Nel Documento CEI, "La Chiesa Italiana e le prospettive
del paese" (23/10/1981), la Chiesa italiana ha fatto la scelta di mettersi al
fianco dei poveri e degli emarginati. Perché le persone colpite da forme
d'occultismo, vengono di fatto emarginate, trascurate, derise, abbandonate a
se stesse oppure lasciate in balia di ciarlatani ed imbroglioni, di un
esercito di speculatori e di sciacalli dell'occulto ? Perché non c'è chi li
cura con amore e più attenzione ?
Ogni sacerdote, perché il sacerdote ha già un certo grado di potere
esorcistico, però Lei è stato nominato esorcista dal Vescovo e ci sono dei
sacerdoti che scoprono di avere grandi attitudini e capacità in questo campo.
Lei pensa che essere esorcista è una vocazione?
-Ci vuole sicuramente una certa inclinazione per questo tipo di lavoro:
nessuno si può autoinvestire, e se qualcuno intraprende questo apostolato con
leggerezza ed incompetenza intraprende una battaglia perduta in partenza.
Questo tipo d'apostolato impegna tutta una preparazione spirituale del
sacerdote, una preparazione culturale, implica l'obbedienza al proprio
Vescovo, l'obbedienza alle leggi della Chiesa; nessuno può fare esorcismi a
casaccio, solo perché ha letto qualche libro, è incuriosito da qualcosa,
oppure perché ha letto qualche articolo, ecc. E' assurdo fare esorcismi senza
essere autorizzati dal proprio Vescovo. Ricevuto il mandato dal Vescovo si può
agire solo nella sua diocesi.
Nella Nota della Conferenza Episcopale Toscana "A proposito di magia e
demonologia", si legge che: "Alcuni segni che possono fare pensare alla
presenza demoniaca sono: forza fisica abnorme, comunicazione attraverso lingue
ignote, conoscenza di cose lontane o segrete, atmosfera malsana (spinta al
peccato, ecc.) avversione alle realtà religiose". C'è anche qualche altro
segno?
-Sono i
segni usuali.
In questa nota, a partire dalla prefazione del Card. Silvio Piovanelli, si
ribadisce spesso che l'attività dell'esorcista è un'applicazione della
Signoria di Cristo. L'esorcista, rende presente e prolunga l'assoluta Signoria
di Cristo nella Sua vittoria sulle potenze delle tenebre. La Nota prima parte
dell'esistenza della magia, dalla sua diffusione, dalla gravità del fenomeno
della magia e dello spiritismo, poi ripropone il giudizio dottrinale della
Chiesa, quindi parla delle varie forme della magia, dalla possessione
diabolica, soffermandosi sui problemi specifici del "maleficio" e della
possessione diabolica e infine indica il senso e le condizioni
dell'intervento della Chiesa. Nel contesto della magia nera tutti sanno che
viene praticato il maleficio. Tutti sanno che esistono sette magiche, pratiche
esoteriche, riti vudù, magia nera. Anche in televisione, in trasmissioni su
questo tema, hanno fatto vedere i rituali, le pratiche, i simboli, le
riunioni, le bambole piene di spilli, ecc. Il mercato di maghi, fattucchiere,
occultisti, l'industria del magico fattura miliardi ed ha clienti numerosi.
Verso questi argomenti si nota però una prevenzione strana. Si può e si deve
discutere sull'efficacia concreta di queste pratiche di magia nera, ma non si
può discutere sul fatto che ci siano persone che tentano di fare del male agli
altri, attraverso pratiche occulte. S. Tommaso d'Aquino, annovera il maleficio
(una forma particolare di magia nera finalizzata a nuocere al prossimo) tra i
peccati mortali (S. Th..11-11, q.76, q.3) spiega che cos'è e ne indica anche
le caratteristiche. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di pratiche
magiche che si accompagnano all'intenzione di nuocere agli altri (n.2117). Il
Rituale degli esorcismi della Chiesa Cattolica ne parla da sempre e contiene
preghiere specifiche per affrontare questi casi. Anche la Chiesa greco
ortodossa ha una preghiera specifica per questo tipo di liberazione. Perché
allora tutte queste difficoltà, perché tante perplessità? Perché questa
freddezza nei riguardi dell'azione straordinaria del maligno? Eppure nel
Vangelo si parla dell'azione del demonio e di Gesù stesso che fa molti
esorcismi. Quindi la Chiesa non fa altro che prolungare ed attualizzare quello
che faceva Gesù. Perché invece, oggi, c'è tutta questa prevenzione? Non sarà
forse conseguenza della generale crisi che abbiamo attraversato?
-Noi
abbiamo avuto una scia di teologi che si sono avventurati in troppe negazioni.
Quando Gesù scaccia i demoni, dicono che si tratta solo di un modo di dire
dell'evangelista per mettere in evidenza la potenza di Cristo! Se Cristo è
potente, contro chi sarebbe potente? Non è logico dover quindi concepire anche
l'avversario? In un convegno di sacerdoti, dopo che ebbi esposto i passi del
Vangelo dove Gesù scaccia i demoni, un sacerdote chiese la parola e mi
apostrofò dicendo:" Si, lei ha citato il Vangelo ma non l'ha interpretato
bene. Il Vangelo è un'espressione continua di parabole. Sono tutte parabole.
Gesù ha sempre insegnato per parabole". Questa convinzione è proprio deviante,
se non eretica. Quando Gesù vuole usare una parabola, il Vangelo lo dice
chiaramente. "Gesù riferì loro questa parabola" (Mt13,3.24,31.33,51; 21,33;
22,1-14). Mentre il Vangelo distingue nettamente fatti storici realmente
accaduti (Ma2,1; 3,1-12), le guarigioni (Mt 8,1-16; 9,1-8; 12,9-14) gli
insegnamenti (Mt 5,1-48; 10,5-32; 11,1) i rimproveri (Mt 11,20-24; 23,13-30)
gli esorcismi ( Mt 8,28-34; 9,32-34; 17,14-21);, distinguendoli dalle
guarigioni (Mt 4,24). Quando scaccia i demoni non si tratta di una parabola,
ma di una realtà. Non ha combattuto un fantasma, ma una realtà, altrimenti si
sarebbe trattato di una farsa. Tanti santi hanno combattuto col demonio ( si
pensi a Padre Pio), tanti santi sono stati tentati dal demonio, si pensi anche
alle esperienze in tal senso dei Padri del Deserto, tanti santi hanno operato
esorcismi; allora sarebbero stati tutti falsi, tutti nevrotici? Come si fa a
non credere? Qualche altro teologo o biblista afferma:" Gesù con la sua
risurrezione ha vinto tutto, ha vinto anche il demonio". Si ha vinto ma questa
vittoria si deve applicare e deve essere incarnata nella vita di ognuno di noi
e l'azione del demonio non è stata completamente annullata. Il demonio non è
stato distrutto. Il Vangelo dice che il demonio esiste e che ha tentato
persino Cristo. Gesù ci ha dato le armi, anche a noi, per vincerlo. Il demonio
può ancora tentarci, tutti possiamo essere tentati, come dimostra la preghiera
contro il maligno che Gesù stesso ci ha insegnato, nel Padre nostro. Fino al
Vaticano II al termine della messa si diceva la preghiera a S. Michele
Arcangelo, il piccolo esorcismo composto da Papa Leone XIII e si leggeva il
Prologo del Vangelo di S. Giovanni proprio in chiave liberatoria.
Padre Cipriano, ho qui un resoconto un po' desolante fatto da una rivista
sulla situazione esorcistica. Glielo leggo e poi lei mi dice che ne pensa, se
è d'accordo, oppure intende correggere qualcosa. "Nella formazione dei
sacerdoti non c'è nulla che riguarda questo tema. Non è questa una conseguenza
della debolezza teologica di certe posizioni che circolano nella Chiesa da
circa 20-30 anni? Una buona quantità del clero non crede più agli esorcismi.
Ci sono nazioni completamente prive d'esorcisti come la Germania, l'Austria,
la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa. Prima che
uscisse questo Nuovo Rituale, l'episcopato tedesco ha scritto una lettera al
Cardinale Ratzinger in cui affermava che non occorreva un nuovo Rituale,
perché non si dovevano più fare gli esorcismi. Le edizioni Piemme hanno
pubblicato il libro scritto dal più noto esorcista francese Isidoro Froc, dal
titolo "Gli esorcisti, chi sono e cosa fanno", scritto per incarico della
Conferenza episcopale francese. L'autore ha più volte ribadito alla
televisione francese di non avere mai fatto esorcismi e che mai li farà. Su un
centinaio d'esorcisti francesi solo cinque credono all'esistenza del demonio,
tutti gli altri mandano, chi si rivolge a loro, dagli psichiatri. Ci sono
tantissimi vescovi e cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto
a tutti gli esorcisti la facoltà di esercitare. Ci sono Vescovi che sostengono
apertamente: "Io non ci credo. sono cose del passato".
Su
questa situazione c'è stata, purtroppo l'influenza perniciosissima di certi
biblisti. Il rituale esorcistico va corretto, non rifatto. Questa mentalità
che è da buttare via tutto quello che c'era nel passato e bisogna rifare tutto
daccapo è segno della crisi che attraversa alcuni settori del mondo cattolico
"Intervista a Padre Gabriele Amorth, 30 giorni, giugno 2001, n.6., p.31-33.
Oggi sembra che l'atteggiamento della Chiesa di fronte all'opera di satana nel
mondo, sia quello del pudore: si vergogna di ammettere questa realtà. Dagli
anni Cinquanta in poi la religiosità tradizionale in Italia ha subito un
pauroso crollo con infinite emorragie da ogni parte: nel clero, nel costume,
nella pratica religiosa, nella forza delle strutture. C'è uno sforzo generoso,
specialmente da parte dell'episcopato, di recuperare le perdite cercando di
migliorare l'immagine della Chiesa con una presentazione, del suo messaggio e
della sua vita, più moderna ed aggiornata: si direbbe che si sta facendo un
abitino nuovo per presentarsi alla società d'oggi. /.../
Dover ammettere che satana opera ancora oggi nella comunità dei credenti, come
ha detto ripetutamente anche l'attuale Pontefice, dover ammettere che
bisognerebbe nominare qualche esorcista, a qualcuno sembra che è come buttare
una macchia nera da medioevo retrivo su un vestito bianco e pulito. Una
macchia scura su un vestito moderno. Ci si è voluti dare a tutti i costi
un'immagine di modernità secondo i pregiudizi di moda: questo vestito moderno
non ammette macchie oscure o presunte tali. I Vescovi che accettano di
nominare esorcisti, lo fanno con precise condizioni, che espongo con delicata
ironia:
1) l'esorcista rimanga e operi discretamente nascosto dietro un sicuro
paravento;
2) sia gratificato dalla diffidenza e, in qualche caso, dal disprezzo dei
confratelli, cosicché non comprometta la categoria;
3) a chi, a lungo, con impegno, ha fatto l'esorcista, sia vietato, anche se
capace, l'accesso a posti di un certo rilievo. Perché il metterlo in un posto
importante, renderebbe più vistosa la macchia oscura sul vestito moderno"
(Raul Salvucci, Indicazioni pastorali di un esorcista. Editrice Ancora,
Milano, 1995, pp. 33-34).
-Confermo sostanzialmente quest'esposizione fatta da Padre Amorth e da
Padre Raul Salvucci. Molti sacerdoti non credono più a questa realtà attestata
dal Vangelo, ribadita da Magistero della Chiesa e testimoniata nella vita di
tutti i santi e sante della Chiesa.
A cura
di Don Guglielmo Fichera
