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"Recitando il Santo Rosario, noi contempliamo il Cristo da una prospettiva privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo, cioè, i misteri della vita, della passione e della risurrezione del Signore con gli occhi e con il cuore di colei che fu più vicina a suo Figlio. Siamo assidui alla recita del Rosario sia nella comunità ecclesiale, sia nell'intimità delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioni, unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà a tutti la pace e la gioia del Cristo nato, morto e risorto per noi". - Giovanni Paolo II, il 02/10/1988.
La
parola Rosario significa "Corona di Rose". La Madonna ha rivelato a
molti che ogni volta che si dice una Ave Maria è come se si donasse a Lei una
bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una corona di rose. La
rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni
ed è perciò la più importante. Il Santo Rosario è considerato una preghiera
completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con
il Rosario infatti meditiamo i "misteri" della gioia, del dolore e
della gloria di Gesù e Maria. E' una preghiera semplice, umile così come Maria.
E' una preghiera che facciamo insieme a Lei, la Madre di Dio, quando con l'Ave
Maria La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra
domanda, unisce la sua preghiera alla nostra. Essa diventa perciò sempre più
efficace, perché quando Maria domanda sempre ottiene, perché Gesù non può
mai dire di no a quanto gli chiede sua Madre. In tutte le apparizioni la Mamma
celeste ci ha invitato a recitare il Rosario come arma potente contro il male,
per portarci alla vera pace. "La corona del Rosario è come un serto di
rose profumate e multicolori ai piedi di Maria". Può sembrare una
preghiera ripetitiva ma invece è come quando due fidanzati si dicono l'un
l'altro tante volte "ti amo"... Recitare il S.Rosario è molto semplice! Potremmo dire che è più facile a farsi che a dirsi... In questa sezione del sito cercheremo di spiegare, in maniera limpida e sintetica, come poter recitare nella maniera più semplice questa meravigliosa preghiera. Faremo riferimento alla "stilizzazione" sottostante, come se si trattasse di una corona del Rosario. oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
ooo @ (M) o
@ oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
(Troverete a fine pagina le preghiere alle quali si fa riferimento nelle spiegazioni). Quando preghiamo il Rosario, partiamo dalla croce, dicendo una preghiera, quindi ci muoviamo sul primo granello e diciamo un'altra preghiera e così via... fino a che non siamo passati attraverso tutti i grani (non importa se ci muoviamo da destra a sinistra o viceversa, è lo stesso). Il Rosario è una preghiera sostanzialmente semplice: la corona si compone di una croce, una medaglia (M), di alcuni grani leggermente separati dagli altri (@), e da grani più ravvicinati (o). In corrispondenza della croce, noi recitiamo il Simbolo Apostolico (Credo); in corrispondenza dei grani leggermente separati (@), il Padre Nostro ; infine, in corrispondenza dei grani consecutivi (o) l'Ave Maria. Ci sono anche altre preghiere, alcune delle quali corrispondono alla medaglia (M), ma queste saranno discusse più sotto. Il Rosario può essere diviso in due parti: l'introduzione e cinque decine.
Ogni decina è dedicata a un particolare evento della vita di Maria SS. o di Gesù. Questi eventi sono chiamati Misteri. Tanto all'inizio come al termine della decina, siamo chiamati a contemplare questi Misteri. Poiché ci sono cinque decine nel Rosario, e c'è un mistero corrispondente ad ogni decina, ci sono cinque misteri per ogni Rosario che recitiamo. Questi cinque misteri non sono sempre gli stessi. Infatti ci sono quattro serie di misteri. Essi sono: (1) i misteri gaudiosi, (2) i misteri dolorosi, (3) i misteri gloriosi, e (4) i misteri della luce. I misteri sono i seguenti: (È raccomandabile che ognuno preghi le rispettive serie di misteri nei giorni della settimana indicati; ma è solo una raccomandazione).
Se uno prega i misteri gaudiosi , la prima decina corrisponde all'annunciazione, la seconda alla visitazione, la terza alla nascita del Signore, la quarta alla presentazione di Gesù al tempio, la quinta al ritrovamento di Gesù al tempio. Se uno prega i misteri dolorosi, la prima decina corrisponde all'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi, la seconda alla flagellazione di Gesù, la terza all'incoronazione di Spine, la quarta a quando Gesù viene caricato della croce, la quinta alla crocifissione e morte di Gesù. Se uno prega i misteri gloriosi, la prima decina corrisponde alla resurrezione di Gesù, la seconda all'Ascensione, la terza alla discesa delo Spirito Santo su Maria e i primi cristiani, la quarta all'Assunzione della Vergine Maria, la quinta all'incoronazione di Maria SS. Regina dell'universo. ...e così di seguito anche per i misteri della luce.... Cerchiamo ora di fare una sintesi: Si inizia baciando il Crocifisso, facendosi il Segno della Croce e dicendo al contempo: "O Dio vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto".
Veniamo ora alla recita dei misteri: per recitare il Rosario, e' sufficiente esporre il mistero da contemplare, soffermarsi per un attimo su di esso, recitare un "Padre Nostro", dieci "Ave Maria" e un "Gloria al Padre". A Fatima la Madonna ha suggerito anche la seguente giaculatoria, che si può aggiungere subito dopo il "Gloria", alla fine di ogni mistero: "O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia". Questo e' il modo più semplice, che permette la recita del Rosario in qualsiasi momento della giornata:
...e così di seguito per gli altri misteri. Alla fine di cinque misteri, si recita almeno una preghiera di conclusione. Questa orazione può essere detta in corrispondenza della medaglia (M): puoi recitare una "Salve Regina", o il "Memorare" di S. Bernardo.
Abbiamo descritto, per ora, la recita del Rosario da un punto di vista pratico. È importante ancora considerare lo spirito con il quale dobbiamo recitare questa preghiera: ecco alcune note tratte da "Il segreto ammirabile del S. Rosario" di S. Luigi M. Grignion da Montfort: "Quando recitiamo il Rosario, dovremmo sempre considerare Nostra Signora e il suo desiderio di aiutarci ad accrescere il nostro amor di Dio, desiderando sinceramente di approfondire la nostra devozione attraverso il Rosario. Ogni preghiera del Rosario deve essere detta senza fretta, ora facendo attenzione al significato delle parole stesse, ora meditando il mistero corrispondente ad una determinata decina. Dobbiamo stare attenti che la recita del Rosario non diventi un'abitudine, sbrigata alla svelta e senza molta attenzione". Come abbiamo già detto, conviene soffermarsi brevemente sul mistero prima e dopo ogni decina. S. Luigi fa notare l'importanza di formulare delle richieste corrispondenti al mistero che recitiamo, assecondando il desiderio di Nostra Signora di concederci grazia su grazia attraverso il Rosario. La corona del Rosario è come il bastone di Mosè ...tenetela sempre in tasca: questo bastone è quello che vi difende! Come Mosè ha toccato la roccia con il suo bastone facendone sgorgare acqua, così il Rosario è l'arma che la Madonna vi dà in difesa del male... un'arma dalla quale sgorgheranno grandi grazie.
Vieni, Santo Spirito:
Simbolo degli Apostoli:
Padre Nostro:
Ave Maria:
Gloria:
Salve Regina:
D. Spesso mi distraggo durante la recita del Rosario: la mia preghiera vale lo stesso? R. Se le distrazioni sono involontarie, cioè se non ci distraiamo con un atto preciso della volontà, il Rosario è ugualmente gradito a Dio, che sa di che siamo fatti e conosce le debolezze della nostra natura. D. Posso recitare il Rosario mentre lavoro o sono intento a varie occupazioni? R. Certo, purché la preghiera sia fatta con rispetto. D. Come si fa a tenere in mano la corona durante il lavoro? R. Esistono anche dei piccoli anelli, chiamati "decinari", molto pratici; con questi anelli, in vendita in tutti i negozi di articoli religiosi, si riesce a dire il Rosario anche quando si guida. D. Posso dire soltanto alcuni misteri e non tutti e cinque o tutti e quindici? R. Sarebbe ben dirne almeno cinque tutti i giorni; comunque il Signore gradisce anche un piccola parte. D. Anziché ripetere sempre le stesse preghiere, preferisco pregare parlando col Signore a modo mio: non è forse meglio? R. Bisogna fare entrambe le cose: teniamo conto che le preghiere del Rosario sono le parole più perfette che l'uomo può rivolgere a Dio: Gesù stesso ci ha insegnato il Padre Nostro. L'Ave Maria contiene le parole rivolte dall'angelo a Maria e le parole suggerite dallo Spirito Santo a S. Elisabetta: pensiamo forse di saper fare di meglio? Rivolgiamo dunque a Dio le parole del nostro cuore, ma non omettiamo quanto egli stesso ci ha insegnato.
La Santissima Vergine Immacolata , San Michele Arcangelo e San Benedetto siano il nostro rifugio e la nostra difesa dagli attacchi del maligno! Amen!
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